Il rischio strutturale di un albero, spiegato
Il modello non stima il rischio a occhio. Calcola quanto un fusto resiste (specie, diametro, cavità, stato delle radici) e quanto carico gli arriva dal vento sulla chioma. Il rapporto tra i due è il fattore di sicurezza, la stessa grandezza che un test strumentale misura sul campo: per questo il modello si può verificare e tarare con dati reali.
Poi incrocia la probabilità di rottura con la probabilità che la caduta colpisca qualcuno o qualcosa e con la gravità del danno. Il risultato è una classe di rischio e un’azione suggerita: monitoraggio, valutazione visiva, tomografia, test di trazione o abbattimento.
Quando l'affidabilità è bassa
Se i dati sono pochi ma il rischio preliminare è alto, il modello lo dice e chiede un test strumentale prima di qualunque decisione. La firma professionale resta a chi ha titolo per darla.